Che cos’è la celiachia? Si guarisce?

La celiachia è una malattia autoimmune scatenata dal glutine. Scopri cos’è, i sintomi e la cura: una dieta senza glutine per tutta la vita.
FOTO PERSONA MAL DI PANCIA E SPIGHE IN MANO
Elena Celiachi astanca

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Capiamo meglio la celiachia, sintomi, cause e terapia

Scoprire di avere la celiachia può far paura: mille domande, confusione, parole difficili che sembrano più grandi di noi. La verità, però, è che la celiachia non è una condanna ma una nuova prospettiva: un modo diverso di vivere il cibo e la quotidianità.

In questo articolo voglio spiegarti in modo semplice cos’è davvero la celiachia, cosa succede al nostro corpo quando entriamo in contatto con il glutine e perché la dieta senza glutine è molto più di una scelta alimentare.

Cos’è la celiachia?

La celiachia non è una moda alimentare

Partiamo subito da una cosa importante: la celiachia non è una scelta, e nemmeno una moda.

È una malattia autoimmune in cui il nostro corpo reagisce in modo anomalo al glutine, una proteina presente in grano, orzo, segale e derivati.

Questo significa che il sistema immunitario, invece di proteggerti, “attacca” l’intestino ogni volta che entra in contatto con il glutine.

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La celiachia spiegata in breve

Il morbo celiaco, o più semplicemente celiachia, è una malattia autoimmune cronica che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti.

In chi è celiaco, l’ingestione di glutine (proteina contenuta in grano, orzo, segale e derivati) provoca una risposta immunitaria anomala che danneggia la mucosa dell’intestino tenue.

Questo danno porta all’atrofia dei villi intestinali (le piccole estroflessioni che servono ad assorbire i nutrienti) e, di conseguenza, a problemi di malassorbimento (carenze di ferro, vitamine, minerali) e a sintomi che possono essere gastrointestinali o sistemici.

La celiachia non ha età!

La celiachia non ha un’età precisa in cui viene diagnosticata.

Circa il 35% della popolazione risulta predisposta geneticamente alla celiachia ma solo una piccola percentuale la svilupperà.

La predisposizione è essenziale perché la celiachia non può manifestarsi senza di essa, ma non è sufficiente da sola a causare la malattia, la predisposizione si può vedere attraverso il test genetico (HLA-DQ2 e HLA-DQ8) che non è un test diagnostico ma valuta solo la predisposizione a sviluppare la malattia.

Se sei celiaco e mangi glutine, i villi intestinali (quelle piccole strutture che assorbono i nutrienti) si danneggiano.

Risultato? Il corpo non riesce più ad assorbire bene vitamine e minerali, e arrivano sintomi che vanno ben oltre il semplice mal di pancia: stanchezza, anemia, perdita di peso, ma anche problemi cutanei o umorali nei casi più gravi di celiachia non curata possono insorgere osteoporosi, anemia, infertilità, e un aumento del rischio di tumori come il linfoma intestinale.

Purtroppo non sempre i sintomi sono “classici”: c’è chi convive con la celiachia senza saperlo per anni.

Le forme di celiachia

La celiachia può manifestarsi in diversi modi, pertanto viene suddivisa in:

Celiachia Tipica

È la forma “classica” che spesso si associa all’immagine tradizionale della celiachia. Colpisce soprattutto i bambini, ha sintomi gastrointestinali evidenti: diarrea cronica, gonfiore, dolore addominale, perdita di peso, arresto della crescita.

È la forma più semplice da riconoscere perché i disturbi sono immediati e legati al sistema digestivo.

Celiachia Atipica

È la forma più frequente negli adulti. I sintomi non sono sempre intestinali: possono comparire anemia, stanchezza cronica, osteoporosi, problemi della pelle, infertilità.

Proprio perché i segnali non sono “tipici”, la diagnosi spesso arriva in ritardo.

Celiachia Silente

In questa forma, la persona non ha sintomi evidenti. La diagnosi arriva grazie agli esami del sangue (anticorpi specifici positivi) o alla biopsia intestinale. Anche se non ci sono disturbi visibili, i danni intestinali ci sono e la dieta senza glutine è fondamentale.

Celiachia Latente

È una forma particolare: la persona può avere predisposizione genetica e anticorpi positivi, ma la mucosa intestinale è ancora normale. Con il tempo può evolvere in una celiachia conclamata pertanto richiede monitoraggio medico costante.

Celiachia Potenziale

Qui parliamo di persone che hanno i geni di predisposizione e, a volte, anticorpi sospetti, ma senza lesioni intestinali né sintomi chiari. Non tutti svilupperanno la malattia, è come avere un “potenziale rischio” che può restare tale oppure trasformarsi in celiachia.

Anche in questo caso il follow-up medico è essenziale.

I rischi di introdurre glutine, anche “solo un po’

Molti pensano che “un assaggio non faccia nulla”, ma la realtà è diversa.

Per chi è celiaco, anche piccole tracce di glutine (una contaminazione in cucina, una briciola di pane, un piatto non lavato bene) possono:

  • Riattivare la risposta autoimmune.
  • Danneggiare di nuovo i villi intestinali.
  • Creare infiammazione silente anche senza sintomi evidenti.
  • Aumentare il rischio, a lungo termine, di complicanze serie (osteoporosi, infertilità, altre malattie autoimmuni e, nei casi più trascurati, linfomi intestinali).

Questo significa che non basta togliere “la pasta o il pane”: serve attenzione a contaminazioni, utensili, superfici e a ogni ingrediente.

La celiachia non concede eccezioni, e la dieta senza glutine non è una moda: è una cura vera e propria.

Diagnosi: non bastano i sospetti

Molte persone pensano: “Tolgo il glutine e vedo se sto meglio”.

In realtà la diagnosi di celiachia richiede l’esecuzione di esami del sangue, che rilevano specifici anticorpi (come le anti-transglutaminasi IgA), e l’esecuzione di una biopsia duodenale durante la gastroscopia per valutare l’eventuale danno ai villi intestinali

Solo così si ha la certezza.

E sì: eliminare il glutine da soli prima della diagnosi non è una buona idea. Nella maggior parte dei casi sarà necessario reintrodurlo per poter effettuare gli esami in modo corretto, così da avere valori attendibili e non falsati dall’evitamento del glutine.

La cura per la celiachia? Niente medicine, solo alimentazione

Ad oggi l’unica “cura” per la celiachia è una: dieta senza glutine rigorosa e per tutta la vita.

Non ci sono scorciatoie, non ci sono pillole magiche.

Ma attenzione: una dieta senza glutine fatta bene non è una condanna, è una nuova possibilità.

E te lo dico per esperienza: ci vuole tempo, sì. Ci sono giorni in cui pesa, sì. Ma col tempo impari ad affrontarla senza sentirti “meno” degli altri. QUI trovi l’approfondimento sulla dieta senza glutine, mentre QUI puoi trovare tutte le tips e i miei consigli.

Celiachia ≠ intolleranza al glutine ≠ allergia al grano

 Spesso sentiamo confusione:

  • Celiachia = malattia autoimmune, diagnosi medica, dieta senza glutine obbligatoria a vita.
  • Sensibilità al glutine non celiaca = disturbo diverso, sintomi simili, ma non autoimmune.
  • Allergia al grano = ancora un’altra cosa, con reazioni immediate e meccanismi diversi.

Le differenze tra queste 3 condizioni sono importanti da conoscere e tenere a mente in qaunto avranno una gestione simile ma allo steso tempo diversa.

Scoprire di avere la celiachia non è la fine del mondo

Se sei appena stato diagnosticato, sono sicura che in questo momento mi stai urlando contro… almeno mentalmente!

Sono qui per dirti che la celiachia non è una condanna, è un cambio di prospettiva.

Certo, ci sono giorni più facili e giorni più complicati, ma sapere cos’è e come affrontarla è il primo passo per sentirsi meglio.

E io sono qui per ricordarti che non sei sbagliato: hai solo una strada diversa da percorrere, e la possiamo rendere insieme un po’ più leggera.

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